Frequenza di acquisto: i clienti che riscattano punti e sconti fanno in media 2 acquisti, contro gli 1,2 di chi non li riscatta. Sono 67 % di acquisti in più per cliente.
Tasso di clienti che tornano (fedeltà a livello di cliente): chi riscatta dimostra una fedeltà eccezionale, con un tasso del 50 % contro il 10,7 % di chi non riscatta: un aumento notevole, pari a 2,5X
Tasso di riacquisto (frequenza a livello di acquisto): chi riscatta ha registrato un tasso di riacquisto del 65 %, molto sopra il 12,3 % di chi non riscatta. Un aumento di 2X che evidenzia con chiarezza la maggiore frequenza di acquisto legata alla partecipazione al programma.
Questi numeri dimostrano senza ambiguità l’impatto dei programmi fedeltà sia sulla retention sia sulla frequenza di acquisto.
Un’altra metrica interessante è il valore medio dell’ordine (AOV). All’inizio ci aspettavamo che gli sconti a disposizione di chi riscatta potessero abbassare l’AOV. I dati hanno mostrato il contrario: chi riscatta ha un AOV superiore del 23 % rispetto a chi non riscatta, segno del forte potere d’acquisto e del potenziale di upselling tra i clienti fidelizzati.
Infine, il dato forse più convincente: il fatturato generato per cliente tra chi riscatta è risultato 115 % più alto rispetto a chi non riscatta, il che rende i partecipanti al programma fedeltà molto più preziosi per l’azienda.