Come viene misurata la fedeltà dei clienti

Aggiornato il
Pubblicato il
September 1, 2025
September 23, 2026
14
minuti
How Is Customer Loyalty Measured

Introduzione

Una quota sorprendente di merchant gestisce programmi fedeltà, raccoglie recensioni e installa strumenti di referral, il tutto destreggiandosi tra cinque o sette piattaforme separate. Quella complessità genera la cosiddetta stanchezza da app e rende difficile rispondere a una domanda semplice: come viene misurata la fedeltà dei clienti?

Risposta breve: la fedeltà dei clienti si misura con un insieme di indicatori comportamentali, finanziari e di atteggiamento, cioè metriche come il tasso di retention, il valore del ciclo di vita del cliente (CLV), il comportamento di riacquisto, il Net Promoter Score (NPS) e la partecipazione ai programmi fedeltà e referral. La misurazione più affidabile riunisce queste metriche in un unico framework e le collega ai risultati di ricavo e di retention.

In questo articolo spieghiamo quali metriche di fedeltà contano davvero, perché ognuna è importante e come misurarle nel modo corretto. Vedremo alcune ricette pratiche di misurazione, come dare priorità ai KPI nelle diverse fasi di crescita e come una soluzione di retention unificata può sostituire più strumenti scollegati, così da misurare la fedeltà senza aggiungere lavoro. Il nostro messaggio di fondo: misura la fedeltà con chiarezza, collega quelle metriche a risultati economici concreti e riduci gli attriti tecnologici usando una suite di retention integrata, che offre «More Growth, Less Stack.»

Nel corso dell’articolo vedremo come applicare queste idee con la nostra piattaforma, scelta da oltre 15.000 brand e valutata 4,8 stelle su Shopify, con qualche indicazione su dove consultare i piani o installare la soluzione su Shopify.

Che cosa significa davvero fedeltà dei clienti

Le due facce della fedeltà: comportamento ed emozione

La fedeltà dei clienti si manifesta negli acquisti ripetuti, ma ha una forma più profonda. Usiamo due prospettive complementari:

  • Fedeltà comportamentale: azioni osservabili come i riacquisti, una maggiore frequenza di acquisto e gli acquisti tra categorie diverse. Sono i numeri concreti che puoi misurare direttamente nel tuo store.
  • Fedeltà emotiva: quello che i clienti provano verso il tuo brand, cioè fiducia, attaccamento, voglia di consigliarlo. La fedeltà emotiva emerge da NPS, recensioni, referral e disponibilità a pagare un prezzo più alto.

Contano entrambe. Le metriche comportamentali dimostrano che i clienti tornano. Quelle emotive spiegano perché restano e anticipano la loro capacità di fare da ambasciatori nel tempo.

Perché non basta una sola metrica?

Nessuna metrica da sola racconta tutto il quadro. Il CLV mostra il valore ma non le cause della soddisfazione. L’NPS indica la propensione a consigliare ma non il comportamento d’acquisto. Trattare una sola metrica come definitiva porta a punti ciechi. Un buon programma di misurazione della fedeltà mescola più metriche, così puoi legare il sentiment ai ricavi e alle azioni concrete.

Le metriche fondamentali: cosa monitorare e come

Raggruppiamo le metriche in categorie, così puoi costruire uno stack di misurazione equilibrato.

Metriche finanziarie (collegare la fedeltà ai ricavi)

Queste metriche mostrano l’impatto economico della fedeltà.

  • Valore del ciclo di vita del cliente (CLV)
    • Che cosa misura: i ricavi (o il profitto) che un cliente genera nell’arco della sua relazione con il tuo brand.
    • Come si calcola (versione semplice): CLV = valore medio dell’ordine × frequenza di acquisto per periodo × durata media della relazione con il cliente.
    • Perché è importante: il CLV ti permette di dare priorità ai canali di retention e di decidere quanto investire per trattenere i clienti.
  • Valore medio dell’ordine (AOV)
    • Che cosa misura: la spesa media per ordine.
    • Come si calcola: AOV = ricavi totali / numero totale di ordini.
    • Perché è importante: far crescere l’AOV migliora il CLV senza acquisire nuovi clienti. Meccaniche di fedeltà come i punti o i bundle spesso alzano l’AOV.
  • Costo di acquisizione del cliente (CAC) e CLV
    • Che cosa misura: quanto costa acquisire un cliente rispetto al valore che genera nel tempo.
    • Come leggerlo: una relazione sana mostra un CLV nettamente più alto del CAC. Questo aiuta a giustificare gli investimenti in programmi fedeltà e incentivi referral.
  • Tasso di churn dei ricavi
    • Che cosa misura: la percentuale di ricavi persi a causa del churn in un dato periodo.
    • Come si calcola: churn dei ricavi = (ricavi persi dai clienti che hanno abbandonato / ricavi totali) × 100.
    • Perché è importante: quantifica in euro l’impatto della perdita di clienti; ridurre il churn è spesso la via più rapida per aumentare i profitti.

Metriche di engagement e sentiment (i segnali emotivi)

Rivelano come si sentono i clienti e se sono disposti a promuovere il brand.

  • Net Promoter Score (NPS)
    • Che cosa misura: la probabilità che un cliente consigli il tuo brand.
    • Come si rileva: chiedi ai clienti «Quanto è probabile che ci consigli?» su una scala da 0–10. NPS = %Promotori − %Detrattori.
    • Perché è importante: un NPS alto va di pari passo con referral e crescita dei ricavi. Abbina all’NPS qualche domanda di approfondimento per capire perché i clienti la pensano così.
  • Punteggio di soddisfazione del cliente (CSAT)
    • Che cosa misura: la soddisfazione su una singola interazione (esperienza d’acquisto, contatto con l’assistenza).
    • Come si rileva: sondaggi brevi subito dopo l’interazione, di solito su una scala 1–5 o 1–10.
    • Perché è importante: il CSAT segnala i punti di attrito che, se ignorati, possono portare al churn.
  • Customer Effort Score (CES)
    • Che cosa misura: quanto è stato facile per un cliente portare a termine un’operazione (checkout, reso, richiesta di assistenza).
    • Perché è importante: meno sforzo significa più probabilità di riacquisto. Il CES è un buon indicatore anticipatore del rischio di churn.
  • Coinvolgimento su social e UGC
    • Che cosa misura: recensioni, valutazioni in stelle, contenuti UGC condivisi e interazioni sui social.
    • Perché è importante: le recensioni influenzano la conversione; contenuti UGC di qualità creano riprova sociale e alimentano i referral.

Metriche comportamentali (le azioni che definiscono la fedeltà)

Azioni direttamente osservabili che indicano fedeltà.

  • Tasso di riacquisto (RPR)
    • Che cosa misura: la percentuale di clienti che tornano ad acquistare più di una volta in un dato periodo.
    • Come si calcola: RPR = (clienti con ≥2 acquisti / totale clienti) × 100.
    • Perché è importante: è un segnale chiaro di product-market fit e di efficacia del programma.
  • Frequenza di acquisto
    • Che cosa misura: quanto spesso i clienti acquistano in un’unità di tempo (mese, anno).
    • Perché è importante: una frequenza più alta fa crescere il valore nel tempo e indica un acquisto diventato abitudine.
  • Tasso di referral
    • Che cosa misura: la quota di nuovi clienti arrivati tramite referral.
    • Perché è importante: i referral sono un canale di acquisizione economico e ad alta fiducia, ed è la lettura più diretta della propensione a consigliare.
  • Tasso di partecipazione ai programmi fedeltà
    • Che cosa misura: la quota di clienti che usa davvero il programma fedeltà rispetto a chi si è solo iscritto.
    • Perché è importante: un numero alto di iscritti serve solo se poi partecipano; il tasso di partecipazione distingue le iscrizioni passive dagli ambasciatori attivi.

Metriche composite e di programma

I punteggi compositi uniscono più segnali in un’unica lettura.

  • Indice di fedeltà del cliente (CLI)
    • Che cosa misura: un punteggio che combina intenzione di riacquisto, soddisfazione e propensione a consigliare.
    • Perché è importante: il CLI bilancia atteggiamento e comportamento e offre un metro di paragone unico.
  • Tasso di churn (perdita di clienti)
    • Che cosa misura: la percentuale di clienti persi in un periodo.
    • Perché è importante: è l’opposto della retention ed è decisivo per valutare l’efficacia del programma.

Principi di misurazione: come rendere le metriche utili all’azione

Collega sempre le metriche ai risultati

Le metriche servono solo se portano ad agire. Per esempio, un calo del tasso di riacquisto dovrebbe far scattare un’analisi per coorti e un flusso di contatto: offerte di recupero, email mirate o incentivi fedeltà.

Unisci segnali di atteggiamento e di comportamento

Abbina l’NPS al comportamento di riacquisto. Quando l’NPS migliora ma i riacquisti no, indaga sugli attriti nel percorso d’acquisto o su problemi di spedizione. Quando i riacquisti crescono ma l’NPS scende, i clienti potrebbero comprare per abitudine ed essere quindi esposti al churn.

Segmenta i dati e organizzali per coorti

Non trattare tutti i clienti come uguali. Misura per coorte:

  • Canale di acquisizione (paid, organico, referral)
  • Primo prodotto acquistato
  • Tempo trascorso dal primo acquisto
  • Livello del programma fedeltà

Le coorti rivelano se i miglioramenti sono diffusi o concentrati in un gruppo.

Usa benchmark relativi e trend

I valori assoluti cambiano da settore a settore. Concentrati sui trend (in miglioramento o in peggioramento) e sul confronto tra coorti. I benchmark aiutano a stabilire le priorità, ma sono i trend a guidare l’azione.

Cerca indicatori anticipatori e di risultato

Gli indicatori anticipatori (per esempio CES e tasso di engagement) prevedono il churn. Quelli di risultato (CLV, churn dei ricavi) mostrano l’esito. Monitora entrambi per passare dalle correzioni reattive a una retention proattiva.

Ricette pratiche di misurazione (come calcolare, monitorare e interpretare)

Costruire una dashboard di retention

La tua dashboard principale dovrebbe contenere un piccolo gruppo di metriche che raccontano lo stato di salute quotidiano della fedeltà.

  • Clienti attivi
  • Tasso di riacquisto
  • CLV (ultimi 12 mesi mobili)
  • Tasso di churn dei ricavi
  • Andamento di NPS o CLI
  • Tasso di partecipazione al programma fedeltà
  • Conversioni da referral

Mostra sia i valori assoluti sia le variazioni percentuali rispetto ai periodi precedenti, e aggiungi un filtro per coorte.

Formule ed esempi rapidi

Qui trovi formule semplici e una spiegazione di come usarle.

  • Tasso di retention dei clienti (CRR)
    • Formula: CRR = ((clienti finali − nuovi clienti) / clienti iniziali) × 100
    • Come usarlo: monitora la retention su base mensile, trimestrale e a 12 mesi. Segmenta per coorte per capirne le cause.
  • Tasso di riacquisto (RPR)
    • Formula: RPR = clienti con ≥2 acquisti / totale clienti
    • Come usarlo: misura l’efficacia del programma. Se l’RPR cala, prova incentivi che spingano al secondo acquisto.
  • Valore del ciclo di vita del cliente (CLV)
    • Formula (di base): CLV = AOV × frequenza di acquisto × durata media della relazione
    • Come usarlo: metti il CLV in relazione al CAC per definire i budget di acquisizione e il costo del programma fedeltà.
  • Churn dei ricavi
    • Formula: churn dei ricavi = ricavi persi dai clienti che hanno abbandonato / ricavi totali
    • Come usarlo: individua l’impatto economico del churn e dai priorità agli interventi su prodotto o spedizioni.

Come interpretare segnali contrastanti

Quando le metriche divergono, indaga sulle cause.

  • CLV in crescita e NPS in calo: probabilmente un segmento sta spendendo di più mentre l’esperienza complessiva peggiora; analizza spedizioni e assistenza.
  • NPS in crescita ma riacquisti fermi: l’affinità emotiva c’è, ma un attrito nel percorso d’acquisto o nella disponibilità di magazzino sta bloccando i ricavi.
  • Molte iscrizioni al programma fedeltà ma poca partecipazione: gli incentivi non sono abbastanza allettanti o i premi sono troppo difficili da riscattare; ripensa il programma.

Dalla misurazione all’azione: un playbook per i merchant

Fase: definisci i tuoi obiettivi di fedeltà

Scegli la priorità in base alla fase della tua attività:

  • Prima crescita: aumenta i riacquisti e riduci il churn.
  • Fase di scala: alza il CLV e trasforma i clienti in ambasciatori.
  • Maturità: ottimizza i margini sui clienti fedeli e riduci il CAC.

Collega ogni obiettivo a 2–3 KPI misurabili.

Fase: predisponi le fonti di dati giuste

Assicurati che i tuoi sistemi registrino:

  • Ordini e ID dei clienti
  • SKU e categorie di prodotto
  • Rimborsi e resi
  • Eventi del programma fedeltà (punti guadagnati e riscattati, cambi di livello)
  • Conversioni da referral e tracciamento della fonte
  • Risposte ai sondaggi (NPS, CSAT, CES)

Consolidare questi segnali evita incoerenze e semplifica l’attribuzione.

Fase: crea regole di rilevamento automatico

Automatizza gli avvisi sui primi segnali d’allarme:

  • Calo della frequenza di acquisto nelle coorti VIP
  • Picco di resi o di ticket all’assistenza
  • Calo della partecipazione al programma fedeltà

Il rilevamento automatico trasforma la misurazione in un intervento tempestivo.

Fase: progetta interventi collegati ai segnali

Abbina l’azione giusta alla metrica giusta:

  • Frequenza di acquisto bassa: promemoria di riassortimento mirati, bundle di prodotti, moltiplicatori di punti a tempo.
  • NPS basso ma frequenza di acquisto alta: raccogli feedback sulle cause, risolvi i problemi di servizio specifici e comunica i cambiamenti.
  • Tasso di referral basso: semplifica i flussi di condivisione, premia sia chi invita sia chi viene invitato e dai visibilità ai referral riusciti nelle tue campagne.

Fase: testa, misura, itera

Fai esperimenti (test A/B) su offerte, soglie di premio e messaggi. Misura l’aumento di riacquisti, CLV e conversioni da referral. Poi punta su ciò che funziona.

Come una soluzione di retention unificata semplifica la misurazione

Un problema molto comune è la frammentazione: fedeltà, recensioni, referral e UGC sparsi su piattaforme diverse. Questo moltiplica il lavoro di integrazione e crea dataset in contrasto tra loro. Il nostro approccio «More Growth, Less Stack.» significa una sola suite di retention che gestisce insieme fedeltà e recensioni, così i dati sono coerenti e i flussi di lavoro funzionano dall’inizio alla fine.

Che cosa aspettarti da una soluzione unificata

  • Un unico profilo cliente che raccoglie storico degli acquisti, saldo punti, attività di recensione ed eventi referral.
  • Report nativi su fedeltà e referral che collegano il comportamento ai ricavi.
  • Modi integrati per raccogliere risposte NPS e CSAT e collegarle poi al comportamento d’acquisto.
  • Strumenti per raccogliere e mostrare la riprova sociale, così il sentiment positivo si trasforma in vendite.

Se vuoi vedere come questi pezzi lavorano insieme, puoi confrontare piani e prezzi per capire quali funzionalità di retention corrispondono alla tua fase di crescita visitando la nostra pagina dei prezzi.

Come i programmi fedeltà alimentano la misurazione

Un programma fedeltà ben strutturato genera dati di qualità:

  • Gli eventi legati ai punti sono segnali espliciti di engagement.
  • Le abitudini di riscatto rivelano quali premi spingono la frequenza di acquisto e l’AOV.
  • I passaggi di livello mostrano come cambia il comportamento dei clienti nel tempo.

Quando quegli eventi vivono nella stessa piattaforma dei dati di ordine e di recensione, puoi misurare direttamente il ROI dei premi e scegliere meglio tra sconti e valore nel lungo periodo. Trovi altre informazioni su come impostare un programma a punti e sui comportamenti che incoraggia nelle nostre pagine dedicate alla fedeltà, dove spieghiamo i tipi di premio e le configurazioni più usate per stimolare i riacquisti.

(Offriamo anche demo su misura, se vuoi vedere come si presentano le metriche di fedeltà nei report: prenota una demo per scoprire come la nostra suite di retention misura la fedeltà per il tuo store.)

Come recensioni e UGC alimentano le metriche di fedeltà

La riprova sociale spinge i nuovi acquisti e alza i tassi di conversione. Le recensioni funzionano anche come circuito di feedback:

  • Un volume di recensioni più alto e valutazioni migliori vanno di pari passo con più conversioni e più acquisti ripetuti.
  • I contenuti generati dagli utenti si possono riutilizzare nelle email e nelle pagine prodotto, migliorando AOV e visite ripetute.
  • Quando le recensioni sono collegate ai profili dei clienti, puoi separare i promotori dai detrattori e attivare comunicazioni mirate.

Raccogliere e mostrare le recensioni social dentro lo stesso ecosistema di retention riduce gli attriti e rende la misurazione più affidabile. Scopri come la raccolta di recensioni social e UGC può far crescere conversioni e retention visitando la nostra pagina dedicata alle recensioni social.

Analisi per coorti e tecniche avanzate

Modelli di coorte per seguire la fedeltà nel tempo

L’analisi per coorti risponde a domande come: i clienti arrivati tramite referral restano più a lungo di quelli arrivati dagli annunci a pagamento? Costruisci le coorti per canale di acquisizione, primo prodotto acquistato o data, e confronta le curve di retention.

Quello che emerge dalle coorti porta a decisioni concrete:

  • Spostare il budget di acquisizione verso i canali che generano un CLV più alto.
  • Adattare onboarding e flussi di benvenuto alle coorti che abbandonano presto.
  • Offrire incentivi fedeltà mirati alle coorti con un primo acquisto alto ma poca retention.

Segmentazione RFM

Il modello RFM (Recency, Frequency, Monetary) raggruppa i clienti in base al comportamento. Usalo per dare priorità ai contatti:

  • Frequenza alta e valore alto = VIP (offerte personalizzate, accesso esclusivo)
  • Frequenza bassa e valore alto = grandi spenditori inattivi (campagne di recupero)
  • Valore basso e frequenza alta = acquirenti abituali di piccolo importo (occasioni di upselling)

Collegare i segmenti RFM ai livelli del programma fedeltà crea percorsi chiari e misurabili per far salire i clienti di categoria.

Modelli predittivi di churn

Usa i segnali di engagement (accessi, visite al sito, apertura delle email), la frequenza di acquisto e il CES per assegnare un punteggio di rischio churn. Un modello predittivo produce una lista concreta di clienti da raggiungere con azioni di retention prima che si allontanino.

Previsione del CLV

Passa da un CLV retrospettivo a un CLV predittivo, combinando la spesa storica con engagement e partecipazione al programma fedeltà. Il CLV predittivo ti aiuta a:

  • Definire budget di acquisizione basati sul valore nel tempo
  • Dare priorità ai clienti con alta probabilità di restare per i vantaggi VIP
  • Quantificare il ROI dei premi fedeltà e degli incentivi referral

Gli errori di misurazione più comuni e come evitarli

  • Fonti di dati frammentate: consolida i dati di ordine, fedeltà, recensione e referral per evitare KPI in contrasto tra loro.
  • Troppo peso alle metriche di vanità: tanti iscritti o tante recensioni contano poco se il comportamento d’acquisto non segue. Riconduci tutto a ricavi e retention.
  • Ignorare le coorti: i dati aggregati nascondono differenze importanti. Segmenta e ragiona per coorti.
  • Non testare: introduci i cambiamenti e misura il risultato. Se un’iniziativa costa più dell’aumento di CLV che porta, correggila.
  • Dispersione dei premi: premi troppo generosi possono erodere i margini. Misura il costo del premio per acquisto incrementale, per assicurarti che l’impatto netto sia positivo.

Privacy, conformità e qualità dei dati

La misurazione dipende dalla qualità dei dati. Tieni sempre presenti questi punti:

  • Consenso e preferenze: rispetta le adesioni per comunicazioni di marketing e richieste di sondaggio. Raccogli solo i dati necessari.
  • Identificativo cliente unico: usa un ID unificato per collegare ordini, premi e risposte ai sondaggi. Altrimenti conteggerai due volte gli eventi o te ne perderai qualcuno.
  • Resi e rimborsi puliti: correggi le misure di CLV e churn tenendo conto dei rimborsi, per non gonfiare i valori.
  • Tracciabilità: conserva i log degli eventi su premi e crediti referral, così puoi ricostruire le anomalie.

Cadenza dei report: cosa guardare e quando

  • Ogni giorno: clienti attivi, ordini e anomalie rilevanti (sito non raggiungibile, pagamenti rifiutati).
  • Ogni settimana: tasso di riacquisto, attività del programma fedeltà, conversioni da referral e picchi di ticket all’assistenza.
  • Ogni mese: CLV sugli ultimi 12 mesi, churn dei ricavi, andamento dell’NPS e curve di retention per coorte.
  • Ogni trimestre: ROI del programma, analisi CLV rispetto al CAC e revisione della strategia per definire gli esperimenti del trimestre successivo.

Tirando le somme: la mappa delle metriche per obiettivi diversi

Quando il tuo focus è l’acquisizione di clienti, monitora CAC, rapporto CLV/CAC e tasso di referral. Quando l’obiettivo è crescere attraverso la retention, dai priorità a tasso di riacquisto, CLV e partecipazione al programma fedeltà. Per la capacità del brand di farsi consigliare, punta su NPS, conversioni da referral e recensioni social.

Una suite di retention unificata rende semplice costruire questa mappa, perché meccaniche di fedeltà, raccolta di recensioni e tracciamento dei referral vivono nella stessa soluzione: meno tempo speso in integrazioni e metriche subito utili all’azione. Se vuoi capire quale piano corrisponde alla tua fase e alle tue esigenze, puoi confrontare piani e prezzi e vedere quali funzionalità sono incluse in ciascun livello.

Conclusione

Misurare la fedeltà dei clienti richiede un mix equilibrato di metriche comportamentali, finanziarie e di atteggiamento. Nessuna di queste metriche dovrebbe vivere isolata. I programmi di misurazione più efficaci combinano CLV, tassi di retention e di riacquisto, NPS e CSAT, conversioni da referral e partecipazione al programma fedeltà, monitorando tutto su coorti pulite e ricollegandolo ai risultati di ricavo. Una soluzione di retention unificata elimina la frammentazione dei dati, automatizza rilevamento e intervento e dà ai merchant un’unica fonte di verità: More Growth, Less Stack.

Costruiamo la nostra piattaforma per i merchant, non per gli investitori, e siamo orgogliosi di essere un partner di crescita stabile e di lungo periodo per i team che vogliono far crescere la retention senza moltiplicare gli strumenti. Dai un’occhiata ai nostri piani per capire quali funzionalità di retention si adattano al tuo store e inizia oggi la prova gratuita di 14 giorni. Confronta piani e prezzi.

FAQ

Ogni quanto dovrei misurare le metriche di fedeltà dei clienti?

Misura i segnali operativi (ordini, clienti attivi, partecipazione al programma fedeltà) ogni giorno o ogni settimana. Monitora le metriche strategiche (CLV, churn dei ricavi, andamento dell’NPS) ogni mese o ogni trimestre. L’analisi per coorti e dei loro trend va fatta a intervalli regolari, per validare gli esperimenti.

Quale metrica dovrei migliorare per prima?

Non esiste una risposta valida per tutti, ma migliorare il tasso di riacquisto porta spesso risultati rapidi ai brand del retail, perché fa crescere direttamente il CLV. Per le attività in abbonamento o di servizi, concentrati sulla riduzione del churn e sul CES, per rendere le interazioni più semplici.

Si può misurare la fedeltà senza un programma strutturato?

Sì. Parti dai segnali comportamentali: riacquisti, frequenza di acquisto e canali di referral. I sondaggi (NPS e CSAT) aggiungono il contesto emotivo. Un programma fedeltà strutturato accelera l’apprendimento, perché crea eventi di engagement espliciti (punti guadagnati, riscatti) che sono facili da misurare.

Che ruolo hanno recensioni e UGC nella misurazione della fedeltà?

Recensioni e UGC sono insieme un risultato e una leva. Indicano il sentiment e la propensione a consigliare (i promotori lasciano recensioni positive) e fanno crescere conversioni e riacquisti grazie alla riprova sociale. Monitora volume delle recensioni e valutazione media insieme all’aumento delle conversioni e ai comportamenti di riacquisto, per capirne l’impatto reale.

Prenota una demo per scoprire come la nostra suite di retention misura la fedeltà e collega le metriche ai ricavi per il tuo store. Richiedi una demo personalizzata.

Nessun elemento trovato.

What is your current returning customer rate?

You're Below the Benchmark for Your Niche
The average returning customer rate for Growave merchants in the ${nicheLabel} category is ${benchmarkVal}%, and your current rate is below that.
You're Beating the Benchmark. Let's Take It Further
Great work, your returning customer rate is on par or above the average of ${benchmarkVal}% for Growave users in ${nicheLabel}.
Thank you! Your submission has been received!
Oops! Something went wrong while submitting the form.

Want to close the gap?

Our team can help identify what’s holding back your retention and implement proven strategies tailored to your niche.
Book a free retention audit
If you’re open to switching, we’ll buy out your existing loyalty contract and help push your numbers even further with personalized insights and automation.
Let’s talk retention growth
Nessun elemento trovato.
Scopri i segreti della retention direttamente dal nostro CEO
Grazie! Abbiamo ricevuto la tua iscrizione.
Ops! Si è verificato un errore durante l’invio del modulo.

Letture consigliate

Scelto da oltre 15.000 brand che utilizzano Shopify

Valutato 4,8 da oltre 1.200 merchant
badge-built-for-shopify-share-54x54
Creato per Shopify
4,8Shopify
4,7G2
4,9Capterra
4,9TrustRadius
4,9GetApp
tracey hocking Growave
tracey hocking Growavelogo Lazybones
Growave ha cambiato le regole del gioco per il nostro negozio Shopify. Per il prezzo proposto, Growave offre..."
Tracey Hocking
Creative Director di Lazybones
Jonathan Lee Growave
Jonathan Lee GrowaveLily Charmed Growave
”Ho apprezzato molto l'utilizzo della funzione wishlist, di Instagram shoppable e delle recensioni. Amiamo Growave perché porta risultati reali. Ci ha aiutato a ridurre il tasso di abbandono del carrello del 22%.”
Jonathan Lee
Director di Lily Charmed
Joshua Lloyd Growave
Joshua Lloyd Growave
”Cercavamo da tempo un modo per migliorare il nostro programma fedeltà già esistente e per ottimizzare l'esperienza dei nostri clienti sul sito web. Growave si è rivelata una soluzione eccellente.”
Joshua Lloyd
CEO e Managing Director di Joshua Lloyd
Cate Burton Growave
Cate Burton GrowaveQueen B logo Growave
“La mia esperienza con Growave è sempre stata eccellente. Non ho avuto bisogno di molto supporto da parte loro. L'app è piuttosto semplice da installare e non ho avuto alcun problema a farlo da sola.”
Cate Burton
CEO e Managing Director di Queen B